1. CHI SONO I MEDAKA (E PERCHÉ LI ALLEVO)
Nel 2014 ho allestito un piccolo laghetto preformato e cercavo dei pesci che potessi tenere all’aperto tutto l’anno, di facile gestione, che mangiassero anche cibo secco e non soltanto vivo. In quegli anni allevavo killifish e cercavo qualcosa di più semplice rispetto a loro, ed ecco che mi sono imbattuto nei pesci ideali al mio scopo: i Medaka.
Se vuoi saperne di più sulla mia storia.
Le origini: i pesci delle risaie
I Medaka (Oryzias latipes) vengono dal Giappone, dove vivono naturalmente in stagni e corsi d’acqua poco profondi. Per secoli sono stati parte dell’agricoltura tradizionale giapponese, adattandosi a vivere in acque ferme, spesso poco profonde e esposte al caldo e al gelo. Il Medaka è diventato un animale domestico molto prima di molti altri pesci tropicali. Già nel XVII secolo, i giapponesi iniziarono a catturare i Medaka che mostravano mutazioni naturali per riprodurli e tenerli in vasi, per questo motivo la maggior parte delle varietà, specialmente quelle più vecchie, sono state selezionate per essere vista dall’alto. La vera diffusione di questi pesci è arrivata agli inizi del 2000 quando è stato selezionato un Medaka, chiamato Blue Miyuki con un effetto metallizzato sulla schiena. Da questo momento i Medaka sono stati selezionati ed incrociati in modo da ottenere tante varietà diverse, se ne contano 96 registrate e più di 1000 quelle commerciali, ho trovato opinioni contrastanti su questi numeri, ma sono secondo me veritieri.
Questa loro particolare origine spiega tre caratteristiche interessanti dei medaka:
Perché vivono all’aperto tutto l’anno: Il Giappone ha un clima molto simile a quello Italiano, le temperature cambiano molto tra le stagioni. I Medaka hanno sviluppato una resistenza estrema: sopportano il caldo estivo e il freddo invernale, anche quando l’acqua gela in superficie. Non hanno bisogno di tecnologia o protezioni artificiali, basta un contenitore abbastanza capiente e profondo.
Perché accettano il cibo secco: I Medaka sono onnivori opportunisti. In natura mangiano insetti, larve, alghe e detriti vegetali. A differenza di altri pesci che richiedono esclusivamente cibo vivo o congelato, i Medaka essendo allevati e riprodotti da molti anni in Giappone si sono adattati al cibo secco, rendendoli perfetti per chi vuole dei pesci che non richiedano particolari attenzioni alimentari. Per approfondire questo argomento leggi il mio approfondimento sull’alimentazione dei medaka.
Perché sono perfetti per i minipond: Vivono naturalmente in acque poco profonde, a lento scorrimento o addirttura ferme. Non hanno bisogno di pompe per simulare la corrente, cascate, filtri o aeratori. Un semplice contenitore con piante e acqua pulita è tutto ciò che serve. Sono pesci di branco che vivono in superficie, sempre visibili e attivi durante il giorno.
2. LA MIA FILOSOFIA: GENETICA E NATURA
Il mio approccio all’allevamento è essenziale nella sua semplicità: il più naturale possibile. Non cerco la quantità a tutti i costi. Il mio obiettivo è la qualità estrema delle linee genetiche. E ho imparato che per avere pesci sani, robusti e belli, non serve chissà cosa, serve semplicemente seguire i ritmi della natura.
Niente tecnologia
Non uso ciò che secondo me è superfluo: Filtri, pompe, aeratori, test dell’acqua, batteri in bottiglia, biocondizionatori — non uso niente di tutto questo. Non è pigrizia, è che con una gestione davvero naturale sono semplicemente superflui. Farò un approfondimento dedicato, ma il concetto di base è che se hai le piante giuste e il giusto numero di pesci, la natura fa già tutto quello che dovrebbe fare un filtro.
All’aperto tutto l’anno
L’idea che i Medaka vadano protetti e messi al riparo in inverno non è corretta. Niente rientri in casa: I miei medaka vivono all’aperto 365 giorni l’anno, inverno compreso, anche quando l’acqua gela in superficie. So che può sembrare strano, ma non è affatto crudeltà, è esattamente quello che serve per avere pesci robusti. Se li portassi in casa ogni inverno, generazione dopo generazione avrei pesci sempre più deboli, che disimparano a resistere al freddo. La rusticità è una caratteristica che si alleva, non si dà per scontata.
Attenzione: Non tutti i Medaka sono uguali
Sebbene il Medaka sia un pesce “carro armato”, la selezione umana ha creato delle differenze:
- Strain Classici: Robustissimi.
- Varietà a pinne lunghe (Long Fin, RLF, Wide fin): Sono generalmente più delicate.
- Varietà Daruma (Corpo corto): Sono tra le più delicate in assoluto, possono non sopravvivere all’inverno con la stessa capacità rispetto alla forma normale. Dipende comunque dallo strain e dalla linea, io ho i Blue Miyuki daruma che non hanno problemi in inverno, invece Daruma Reiwa Aurora sono molto più delicati.
3. LA PRATICA: SPAZIO E CONVIVENZA
Non esistono formule matematiche precise per lo spazio, dipende da troppe variabili. Come indicazione di massima, 15/20 litri per coppia funziona bene, però il modo migliore di ragionare è ribaltare la prospettiva: prima allestisci il minipond, poi pensa ai pesci. Si riprodurranno da soli e il numero si regolerà di conseguenza.
I coinquilini: Accogliamo le Lumache
Ti accorgerai che nel minipond arriveranno in modo naturale delle lumache acquatiche. Ti rassicuro subito: non sono un problema.
Sfatiamo mito: Dimentica la paura che mangino uova o avannotti. Se le uova sono sane le lumache (Physa, Lymnaea, Planorbarius) non le mangeranno. Sono i nostri preziosi alleati per la pulizia. Si occupano di eliminare gli avanzi di cibo che cade sul fondo e di mangiare le parti morte delle piante. Non mangiano le piante sane
L’Inserimento dei pesci
L’arrivo e l’inserimento nella loro nuova casa è il loro momento più delicato. Non avere fretta. Un inserimento brusco può causare shock termici o chimici.
Prenditi il tuo (il loro) tempo (2-4 ore):
- Acclimatamento: Inizia immergendo il sacchetto, chiuso, nell’acqua del minipond. Lascialo galleggiare per far sì che la temperatura si uniformi dolcemente.
- Cambio di acqua: Ogni mezz’ora, versa un bicchiere dell’acqua del minipond all’interno del sacchetto. Questo abitua i pesci, poco alla volta, ai valori chimici della nuova acqua.
- La libertà: Dopo due/quattro ore di questo lento adattamento, i tuoi Medaka sono pronti. Rimuovili delicatamente dal sacchetto e lasciali liberi. Io personalmente non metto mai l’acqua del loro sacchetto dentro la mia, sposto solo i pesci buttando via l’acqua nella quale erano prima del “trasloco”.
4. IL CICLO DELLA VITA: LA RIPRODUZIONE
La riproduzione del Medaka è una delle cose più gratificanti da osservare. Dalla primavera all’inizio dell’autunno, le femmine depongono uova quasi ogni giorno, attaccandole istintivamente alle piante.
Gestione delle uova
Se l’obiettivo è avere il maggior numero possibile di avannotti, è necessario separare le uova dai genitori. Ma ricordati sempre: la quantità non è la qualità. A volte, lasciare che la natura faccia il suo corso spesso è la scelta migliore.
- Il MOP artificiale: È un supporto artificiale, facile da costruire (si possono fare in mille modi), che si mette in acqua. L’idea è che i Medaka vi depongano le uova, concentrandole lì. NB: se hai molte piante probabilmente i pesce deporranno su di esse ignorando quasi del tutto il mop.
- Cosa fare: Sposti il Mop pieno di uova in un contenitore separato con acqua pulita. Lì le uova schiuderanno, e i piccoli nasceranno al sicuro. Se i pesci ignorano il mop allora si possono spostare i pesci in un nuovo contenitore, momentaneamente, così che le uova deposte schiudano senza che i genitori predino i piccoli.
La Selezione Naturale: Sopravvive il più sveglio
I Medaka adulti, non distinguendo un piccolo Medaka in movimento da un insetto, cercheranno di mangiare tutto ciò che si muove.
Come si salvano i piccoli nel minipond naturale?
- Non sovraffollare: Se hai pochi pesci in tanto spazio sarà più facile per i piccoli salvarsi, se invece hai un numero elevato di pesci in poco spazio le chance diminuiscono parecchio.
- I Nascondigli sono vitali: Se la tua vasca è ricca di piante, muschi e nascondigli, i piccoli più svegli si salveranno. La densità della vegetazione è la loro prima assicurazione sulla vita.
- L’Importanza del Cibo: Se i genitori sono alimentati bene, la loro fame non sarà così alta da spingerli a una caccia costante e ossessiva. Un genitore ben nutrito è un genitore meno predatore, e questo aumenta notevolmente le chance di sopravvivenza per i piccoli.
5. LE STAGIONI E L’ALIMENTAZIONE: SEGUIRE I RITMI DELLA NATURA
La somministrazione del cibo non segue un calendario fisso, segue i pesci. Osserva loro, non il calendario.
Mangiare Bene e Poco
I Medaka trovano sempre qualcosa da mangiare nel loro ecosistema (insetti, alghe, larve). Il tuo ruolo è di integrare, non di sostituire completamente.
- Quanto cibo dare: I medaka non hanno un vero e proprio stomaco come lo si intende per i mammiferi, non hanno la capacità di stoccare il cibo, per questo è bene non nutrirli troppo (per evitare gonfiori e possibili problemi alla vescica natatoria), una o due volte al giorno è sufficiente, in piccole quantità.
- Cosa dare: Scegli un mangime galleggiante e di piccole dimensioni (così non devi sbriciolarlo). Alterna un paio di tipi diversi per completezza.
- Se si parte per le vacanza: Non stressarti per le ferie. Se ti assenti per una o due settimane, i Medaka non hanno bisogno di mangiatoie automatiche. Troveranno da soli di che nutrirsi in acqua.
Per approfondire questo argomento leggi il mio approfondimento sull’alimentazione dei medaka.
L’Inverno: Rallentare e prepararsi al freddo
L’arrivo del freddo cambia il loro metabolismo. Osserva i tuoi Medaka, non il calendario:
- Il Segnale: Smetto di alimentarli quando vedo che ignorano il cibo, cosa che succede indicativamente quando la temperatura media scende intorno ai 10°C.
- Inizia la dieta: Non interrompere bruscamente l’alimentazione, ma riduci le quantità man mano che li vedi mangiare sempre meno.
- La fine della dieta: In primavera, quando ricominciano a venire in superficie attivamente in cerca di cibo, riprendi ad alimentarli poco alla volta, aumentando gradualmente di settimana in settimana.
Per una guida più dettagliata su come affrontare la stagione fredda, leggi il mio approfondimento completo sull’inverno.
6. RISPOSTE AI DUBBI COMUNI (MITI DA SFATARE)
L’allevamento dei Medaka è semplice, ma le paure e i vecchi miti dell’acquariofilia continuano a creare confusione. Ecco alcune risposte alle domande che ricevo più spesso:
“È vero che vivono fuori tutto l’anno, anche sotto il gelo?”
Sì, ed è probabilmente la cosa che stupisce di più chi si avvicina ai medaka per la prima volta. I miei ceppi stanno all’aperto tutto l’anno, ghiaccio incluso — è il loro ciclo naturale e li mantiene forti.
”Cosa gli do da mangiare? Ci sono troppi mangimi e non so cosa scegliere”
I Medaka mangiano davvero di tutto, l’importante è che il mangime sia piccolo e galleggiante, io evito i fiocchi e micropellet, il primo perchè sbriciolando ottengo o polvere o pezzi troppo grossi, il secondo perchè galleggia per troppo poco tempo. L’ideale è alternare due mangimi. Cibo vivo e liofilizzato sono un plus, il secco va benissimo. Qua trovi un approfondimento sull’alimentazione dei medaka.
”Posso mettere due varietà diverse nello stesso Minipond?”
Sì, si può fare, ma non è consigliato se tieni alla purezza delle linee. I figli che nasceranno da incroci saranno dei “meticci” e perderanno le caratteristiche pure delle varietà che hai scelto.
”Devono vivere da soli o soffrono la solitudine?”
No, sono pesci di gruppo. I Medaka sono estremamente socievoli. Stanno benissimo in compagnia, anzi, vivendo in gruppo creano quel bellissimo movimento continuo e rilassante. Non consiglio la convivenza con le koi, con i rossi è possibile ma non ottimale.
”Serve un filtro o un aeratore?”
Non serve se abbiamo allestito bene il nostro minipond, con pochi pesci rispetto ai litri di acqua e al numero di piante. Se non alimentiamo eccessivamente tutti gli scarti vengono utilizzati dalle piante per crescere.
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Medakando - Allevamento naturale di Medaka - Milano
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